venerdì 13 ottobre 2017

SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA in Québec

XVII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo
dal 16 al 22 ottobre 2017
    

L’Istituto Italiano di Cultura di Montréal è lieto di annunciare che quest’anno la "XVII Settimana della lingua Italiana nel mondo", si svolgerà dal 16 al 22 ottobre 2017, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il tema per il 2017 della settimana è molto vasto: “L'italiano al cinema, l'italiano nel cinema”. In Québec, nel corso della settimana si svolgeranno vari eventi culturali aperti al pubblico a contenuto italiano.
In Québec, nel corso della settimana si svolgeranno i seguenti eventi culturali aperti al pubblico a contenuto italiano:
La "Settimana della lingua Italiana nel mondo" è una manifestazione promossa dalla rete culturale e diplomatica ogni anno nella terza settimana di ottobre intorno a un tema che funge da filo conduttore per l’organizzazione di un vasto programma culturale focalizzato intorno alla diffusione della lingua italiana. L’iniziativa nasce nel 2001 da un’intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Accademia della Crusca.
La Settimana della lingua Italiana nel mondo è una manifestazione promossa dalla rete culturale e diplomatica ogni anno nella terza settimana di ottobre intorno a un tema specifico, filo conduttore per l'organizzazione di un programma culturale volto alla promozione della lingua italiana. L'iniziativa nasce nel 2001 da un'intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l'Accademia della Crusca.

Curiosità:

GIUSEPPE PATOTA: VI RACCONTO
LA GRANDE BELLEZZA DELL'ITALIANO
La grande bellezza dell'italiano
Il protagonista delle Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull di Thomas Mann, interrogato da un direttore d’albergo in merito alla sua conoscenza dell’italiano, risponde all’interlocutore in questo modo: «Ma Signore, che cosa mi domanda? Son veramente innamorato di questa bellissima lingua, la più bella del mondo. Ho bisogno soltanto d’aprire la mia bocca e involontariamente diventa il fonte di tutta l’armonia di quest’idioma celeste. Sì, caro signore, per me non c’è dubbio che gli angeli nel cielo parlano italiano» (Harro Stammerjohann, La lingua degli angeli).
So bene che l’associazione fra l’italiano e la bellezza che campeggia nel titolo di questo libro è inaccettabile sul piano teorico. Le lingue, in sé, non sono né belle né brutte, quali che siano i criteri assunti per descriverle: sono, e basta. Sul piano storico, però, il collegamento fra questi due termini è alla base di una vulgata che ricorre da molto tempo fra le persone colte di tutto il mondo e che, almeno a partire dal XVIII secolo, è diventata «una certezza di massa da “Guide bleu”» (Tullio De Mauro, Storia linguistica dell’Italia unita). Ne hanno dato e continuano a darne ampia testimonianza gli stranieri, intellettuali e non, che dal Rinascimento in poi hanno di volta in volta qualificato l’italiano come «armonioso, delicato, dolce, elegante, fluido, gentile, gradevole, grazioso, liscio, melodico, piacevole, seducente» (Harro Stammerjohann, La lingua degli angeli).

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